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GIAN MARIA VOLONTE'
(MILANO 1933 - 1994)

Gian Maria Volonté nasce a Milano il 9 aprile 1933. Diplomatosi nel 1957 all'Accademia d'arte drammatica, due anni dopo si fa notare per la sua interpretazione de "L'idiota" televisivo. Esordisce al cinema in "Sotto dieci bandiere" (1960) di Duilio Coletti, ottenendo il plauso della critica per le prove fornite in "Un uomo da bruciare"(1962) di P. e V. Taviani e ne "Il terrorista" (1963) di G. De Bosio. Un'ampia popolarità gli viene dai western di Sergio Leone "Per un pugno di dollari" (1964) e "Per qualche dollaro in più" (1965), dove ha i ruoli di banditi crudeli e spietati. Dipoi, lavora con Monicelli ("L'armata Brancaleone", 1966), Lizzani ("Svegliati e uccidi", 1966; "Banditi a Milano", 1968), Damiani ("Quien sabe?", 1967), Sollima ("Faccia a faccia", 1967): è di questo periodo, pure, uno dei due incontri (l'altro sarà con Francesco Rosi) davvero importanti della sua carriera, quello con Elio Petri. Dopo l'adattamento da Sciascia di "A ciascuno il suo" (1967), egli sotto la sua guida diverrà - in "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" (1970), "La classe operaia va in paradiso"(1971) ed il discusso "Todo modo" (1976) - il volto più rappresentativo di un cinema a forte connotazione politica e civile. Dotato di straordinarie capacità mimetiche, egli sarà capace di metterle a frutto con esiti impressionanti calandosi nei panni di personaggi realmente esistiti; ad esempio, ne "Il caso Mattei" (1972) e "Lucky Luciano" (1973) di Rosi o ne "Il caso Moro" (1986) di Giuseppe Ferrara, dove incarna lo statista democristiano - satireggiato nel già citato "Todo modo" - con straziata aderenza e toccante partecipazione. Nelle sue non frequenti apparizioni in pellicole straniere, sarà di rado altrettanto convincente (citiamo almeno "L'attentato", girato da Yves Boisset nel 1972, ov'egli è il leader marocchino Ben Barka); l'esito migliore delle sue ultime stagioni è quello di "Porte aperte" (1990), bell'adattamento da S ???="???ciascia di Gianni Amelio, in cui è un giudice tenace ed umano. Volontè muore sul set de "Lo sguardo di Ulisse" di Thodoros Anghelopulos, per un infarto, il 6 novembre 1994; se ne va, così, un attore fra i più grandi del cinema, non solamente di casa nostra.

 

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