15 FORCHE PER UN ASSASSINO

Anno: 1967
Aka:
Quince horcas para un asesino (Spain) | Fifteen Scaffolds for a Killer (U.S.A.) | Die schmutzigen Dreizehn (Germany) | 15 potences pour un salopard (France)
Regia:
Nunzio Malasomma
Cast:
Craig Hill, Susy Andersen, Aldo Sambrell, George Martin, Aldo Berti, Andrea Bosic.
Durata: 98 min.
Musiche: Francesco De Masi

Accusati ingiustamente di aver assassinato tre donne, i componenti di due bande rivali, capitanate da Bill e da Cassel, mettono da parte l'odio che li divide e si uniscono per sottrarsi alla spietata caccia all'uomo scatenata da Steve, il fidanzato di una delle vittime, il quale, con l'aiuto dell'amico, Sandy, ha sollevato contro di loro tutti gli uomini del villaggio. Senza possibilità di scagionarsi dalla pesante accusa e fermamente decisi a non finire sulla forca per un delitto che non hanno commesso, gli uomini delle due bande riescono a mettersi in salvo rifugiandosi in un fortino abbandonato, che viene però subito circondato dagli uomini di Sandy e Steve. Questi, intanto, si reca nella fattoria della fidanzata con la speranza di scoprire qualche indizio che chiarisca la responsabilità dei braccati. Lo trova infatti insieme alla prova che l'assassino delle tre donne è Sandy. Questi, successivamente, spinto dai suoi ex compagni, entra nel forte dove Bill e Cassel, unici superstiti, si fronteggiano in duello, ma un grido d'allarme di Cassel, mette sull'avviso Bill, che uccide Sandy.




Nunzio Mallasomma, aveva 73 anni quando ha diretto questo suo unico western, aveva fatto solo una manciata di film (per lo più commedie romantiche) e non aveva alcuna esperienza con il genere western. pellicola c'è da dire che è complessivamente poco curata, si vede che il regista aveva forse scarsa passione per il genere, ma è anche un film crudo e violento con un grande cast di attori. George Martin interpreta Cassell, in una delle sue migliori performance, un personaggio dalle buone manieri con dei violenti scoppi d'ira. Craig Hill nel ruolo di Bill si presenta con bravura e ottima capacità interpretativa. Un western singolare tinteggiato di giallo nella trama a volte forse anche un pò a malomodo. Il film si distingue anche per una certa crudeltà, i protagonisti sono tutti braccati come animali feriti e come tali attaccano e uccidono anche senza motivo, ad esempio vi è la scena in cui l'anziano per vendicarsi del giovane amico ucciso escogita il trucco della bandiera bianca, così raggiunge il grappolo di uomini, per poi sparare tutti i colpi che li riesce, uccidendo pure il reverendo Ferguson interpretato da Bosic. Né quest’ultimo né il vecchio né il giovane ragazzo meritavano di morire. Un fatalismo di cui il film è pieno. Come anche i banditi uccisi, banditi si, ma fondamentalmente uccisi per un delitto che non avevano commesso. Anche la cura dei personaggi è un altro punto forte di questo western. Ad esempio le 3 donne uccise all'inizio, la madre con le sue 2 figlie, Malasomma prima di farle uscire di scena, sapAientemente ne delinea i loro caratteri, la madre dura e severa, mentre le figlie giovani e sognatrici. Quando il regista le mostrerà improvvisamente assassinate, lo spettatore si sentirà più coinvolto e quindi vorrà sapere chi le ha uccise così barbaramente, appassionandosi di conseguenza molto di più al seguito del film. Operazione che poi il regista rifarà mostrando altri personaggi, tutti in pratica non tralasciando mai nè la loro umanità nè il loro carattere. Un western complessivamente abbastanza gradevole, con ottime scene d'azione e una buona storia. In molti punti la trama arranca e la pellicola sfocia facilmente in eccessi di violenza. Comunque riesce lo stesso a essere un prodotto molto buono e va annoverato sicuramente tra i bei titoli del filone italiano.

 

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