UN BUCO IN FRONTE

Anno: 1968
Aka:
A Hole In The Forehead (U.S.A.) | Ein Loch in der Stirn (Germany) | Quand je tire c'est pour tuer (France)
Regia:
Giuseppe Vari
Cast:
Anthony Ghidra, Robert Hundar, Bruno Cattaneo, John Bryan, Luigi Marturano.
Durata: 85 min.
Musiche: Roberto Pregadio

Nella Sierra Paolo c'è un tesoro nascosto e per ritrovarlo, occorre riunire tre carte da gioco sulle quali è disegnata una mappa. Una l'ha Munguja, un disertore; la seconda è in mano a Murienda, un bandito; la terza è posseduta da Garrincha, un fuorilegge. Murienda, sapendo che Munguja e i suoi accoliti gli stanno alle costole per strappargli la carta, dà appuntamento al convento di San Juan al pistolero Billy Blood. Murienda, però, arriva al convento ormai cadavere e i frati lo seppelliscono. Nella notte giungono quattro uomini di Munguja, riesumano il corpo di Murienda e gli trovano addosso la carta; Blood, però, interviene ed elimina i quattro banditi. Successivamente, Blood costringe un altro gruppo di uomini di Munguja a condurlo a Los Cerritos, tana del bandito. Qui, Blood riesce a impossessarsi anche della seconda carta, ma Munguja lo insegue e lo cattura. Riuscito a fuggire, con l'aiuto di due ragazze messicane raggiunge il convento di San Juan, e scopre che Munguja ed i suoi uomini hanno trovato il tesoro, dopo aver ucciso quasi tutti i frati. Blood affronta i banditi e li uccide, restando infine solo con Munguja del quale potrebbe avere facilmente ragione, se non apparisse all'improvviso Garrincha, che ha seguito la vicenda tenendosi nell'ombra. Nello scontro decisivo, però, Blood ha ragione di entrambi i banditi, recupera l'oro e ne dona una parte ai frati superstiti..




Western abbastanza accattivante di Giuseppe Vari. Il punto forte di questa pellicola è senza dubbio la musica. Roberto Pregadio accompagna gran parte delle scene con delle musiche semplici ma efficaci. Evocando una magica malinconia che rimane l'elemento più memorabile del film. Lavoro di Giuseppe Vari non esaltante, girato fra monastero e grotte (Salone, vicino Roma), come dicevo non originalissimo ma decente. Ispirato un pò a Il buono, il brutto e il cattivo (una sorta di caccia al tesoro che si conclude con un duello finale a tre) e un pò a "...E per tetto un cielo di stelle!" (dove il protagonista si distingue sparando sempre in fronte ai suoi avversari), il film purtroppo non manca di alcune pecche alquanto grossolane, su tutte quella in cui Ghidra elemina quattro banditi nel cimitero del convento con un unico colpo di pistola!! Ghidra abbastanza bravo ma Robert Hundar è a dir poco apocalittico nella parte del messicano megalomane con sombrero enorme. Ci sono alcune scene originali come il braccio di ferro con i coltelli, oppure Hundar che uccide una donna annegandola nel whiskey. Complessivamente è un western buono, se non altro vale sicuramente la pena di vederlo per Robert Hundar e le musiche di Roberto Pregadio.

 

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NON DISPONIBILE

 


 

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