SHANGO LA PISTOLA INFALLIBILE

Anno: 1970
Aka:
Shango (Spain) | Shango (U.S.A.) | Shangos letzter Kampf (Germany)
Regia:
Edoardo Mulargia
Cast:
Anthony Steffen, Eduardo Fajardo, Maurice Poli, Gabriella Giorgelli, Spartaco Conversi, Attilio D'Ottesio.
Durata:
83 min. eston.
Musiche: Gianfranco Di Stefano

Prigioniero di un maggiore sudista, Droster, e di un bandito messicano, Martinez - i quali si sono installati da padroni in un villaggio di poveri contadini - il ranger Shango, riacquistata insperatamente la libertà, trova rifugio in casa di un peone, Fernandez, che gli chiede aiuto, per sé e per gli altri, contro i due oppressori. Mentre gli uomini del messicano lo cercano per tutto il villaggio, l'inafferrabile ranger semina tra loro la morte, finché Martinez, non riuscendo altrimenti ad aver ragione di lui, decide, per farselo consegnare, di ricattare i peones con la minaccia di uccidere le loro mogli. Fingendo di cedere, Fernandez conduce Shango alla presenza del bandito, ma il ranger, estratta rapidamente la pistola, uccide sia lui che i superstiti della banda. Facendo credere di voler rinunciare alla lotta contro Shango, Droster - che aveva fino allora preferito mandare allo sbaraglio gli uomini di Martinez - si allontana coi suoi dal villaggio, per poi tornarvi di sorpresa, cogliendo il ranger alla sprovvista e disarmato. Protetto dalle mogli dei peones, tuttavia, Shango riesce a procurarsi una pistola e a uccidere il maggiore ed i suoi accoliti.



Da un soggetto di Edorado Mulargia e una sceneggiatura scritta proprio dall’attore protagonista Anthony Steffen, Mulargia dirige questo western italiano di produzione modesta. Girato negli esterni laziali in pieno inverno che rende un atipica ma originale ambientazione molto insolita nel West, fatta di foreste di foglie cadute, villaggi deserti e freddi, boschi fitti dai rami secchi. Le scene di sparatorie sono a dir poco esagerate, anche se girate bene Shango ha una mira infallibile e secca in un colpo anche tre banditi alla volta. La pellicola è molto violenta, con scene di morte di donne e bambini. La trama invece è alquanto priva di logica, più che un film western dalla storia buona è un western bizzarro dagli aspetti anche soprannaturali. Infatti se la pellicola la si guarda da un punto di vista narrativo, dire che il film è sconclusionato e poca cosa: dei banditi tengono sotto un paesino da mesi e hanno imprigionato un Ranger in una specie di gabbia per canarini gigante(?), poi obbligano un vecchio a sistemare il telegrafo per avere notizie della Guerra di Secessione; riparato il telegrafo il vecchio viene ucciso da un tenente sudista prima di comunicare; i banditi messicani si chiederanno chi è stato; il tenente ucciderà dei messicani per liberare Steffen per ucciderlo e alla fine il presunto cadavere di Steffen sparirà sotto lo sgomento dei sudisti e dei banditi che erano invece alleati. Capirci qualcosa come vi dicevo è impossibile, ma l'originalità di questa pellicola parte da questo punto in avanti. Shango infatti sembra sempre di più uno spettro trattenuto a forza sulla terra per concludere una missione. Infatti anche nella locandina si nota un Anthony Steffen morente che viene sparato e colpito da due pistole e anche il finale ci regalerà una scena al limite del normale con un delirante Eduardo Fajardo quasi impazzito dalle continue visioni spettrali di Steffen. Questo tema soprannaturale è ancora più ricalcato nel precedente western “DJANGO IL BASTARDO” sempre scritto ed interpretato da Steffen diretto però da Sergio Garrone, dove Steffen sembra un vero e proprio spettro vendicativo. Come dicevo la scena più insensata e più evidente è la scena in cui Fajardo finge di sparare a Steffen, con Poli che cade nel trucco sebbene non si senta neppure un colpo di pistola. Insensata perchè Fajardo e Poli sono alleati, quindi perchè fingere di uccidere un nemico di entrambi. In sostanza anche se questa pellicola è un mediocre western, va sicuramente valutata e sopratutto rivalutata per certi aspetti molto originali in un classico spaghetti western.

 

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NON DISPONIBILE

 


 

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