SENTENZA DI MORTE

Anno: 1968
Aka:
Sentencia de muerte (Spain) | Death Sentence (U.S.A.) | Django - Unbarmherzig wie die Sonne (Germany)
Regia:
Mario Lanfranchi
Cast:
Robin Clarke, Tomas Milian, Adolfo Celi, Enrico Maria Salerno, Eleonora Brown.
Durata: 92 min. eston.
Musiche: Gianni Ferrio

Cash, un giovane pistolero, giura di vendicare la morte del fratello, ucciso per rapina da quattro uomini. Il primo a morire per mano di Cash è Diaz, un uomo di pochi scrupoli che aveva messo a frutto i soldi della rapina vivendo in un piccolo ranch. E' quindi la volta di Montero, che passa la vita ai tavoli da gioco: ed è ad un tavolo da poker che Cash lo incontra e lo affronta in una partita che ha come posta la morte. Il terzo assassino è Baldwin un esaltato che uccide per far trionfare, a quanto egli dice, la giustizia divina; ma anche lui troverà la morte sotto il piombo del vendicativo pistolero. Per catturare l'ultimo assassino del fratello, un certo O'Hara, Cash ricorre all'astuzia: O'Hara è infatti affascinato solo dall'oro e dalle donne con i capelli biondi, appunto, come l'oro. Ed è proprio per avvicinare una donna prezzolata da Cash che O'Hara troverà la morte. Soddisfatto per intero la sua sete di vendetta, Cash si allontana per sempre.



Scritto e diretto dal regista televisivo (ed esperto di lirica) Mario Lanfranchi, questo film di western classico all'italiana a parte l'ambientazione ha davvero poca cosa. Anche se le basi della trama sono con al centro il tema della vendetta personale, qui l'eroe sfida a uno a uno i suoi nemici per ucciderli ovunque si trovino nascosti. Più che una ricerca di giustizia, l'eroe sembra voler ricercare la pace con se stesso, consumando la sua vendetta. Questa pellicola è sicuramente una delle dirette ispiratrici di Quentin Tarantino per "Kill Bill", sopratutto per la lista dei nomi da uccidere. Lanfranchi in più sfoggia un poker di interpreti d'eccezione: Adolfo Celi, Tomas Milian, Richard Conte, Enrico Maria Salerno e la bella Eleonora Brown, mentre nel ruolo del protagonista, anche se esordiente, Robin Clarke regge alla grande il cast stellare. Lanfranchi dirige con maestria una storia drammatica e crudele allo stesso tempo. Altra nota a parte, va per il sempre superbo Tomas Milian, qui nel ruolo di O'Hara l'Albino è assolutamente grandioso. Western tra i cult del cinema italiano.

 

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NON DISPONIBILE

 


 

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