IL MIO NOME E' SCOPONE E FACCIO SEMPRE CAPPOTTO

Anno: 1975
Aka:
Le llamaban El Jugador (Spain) | Dallas (U.S.A.) | Fäuste wie Dynamit (Germany)
Regia:
Juan Bosch
Cast:
Anthony Steffen, Fernando Sancho, Robert Hundar, Gillian Hills, Furio Meniconi.
Durata: 82 min. eston.
Musiche: Marcello Giombini

Dallas, un pistolero senza fissa dimora, trova l'amico Lumacone in gabbia e in attesa di esecuzione sommaria da parte dei fratelli Maldonado, offesi per motivi mulierbi. Liberatolo e messi in fuga i vendicatori, Dallas trascina Lumacone in un villaggio ove vanta dei diritti sulla fattoria, terreno e miniera, momentaneamente ereditata dalla giovane e indifesa Glenda. Secondo la volontà dei rispettivi genitori, Dallas e la ragazza dovrebbero disputarsi la proprietà - già del padre del pistolero - continuando una partita a poker. Ma Glenda non sa giocare e, d'altra parte, la sua proprietà è insidiata da Rompimani e dai fratelli Breidt; inoltre, dalla sua ha soltanto lo zio sceriffo ubriacone. Dallas e Lumacone si schierano dalla parte della giovane; umiliano e mettono in fuga gli avversari; quindi riprendono le loro peregrinazioni.



Anthony Steffen qui per la prima volta si toglie il ruolo del vendicatore dal viso triste, cosa che lo ha contraddistinto in tutti i suoi western e seguendo il filone tanto in voga in quegli anni dei western commedia anche lui si butta nel genere. La spalla comica del film è data a Fernando Sancho che francamente nel ruolo del simpatico messicano è più azzeccato che in quello del bandito sanguinario. Pellicola condita ma non in maniera eccessiva delle classiche scazzottate che distinguono questo genere, ma sopratutto da numerose situazioni anche fin troppo farsesche. Il film è spiritoso, forse non diverte eccessivamente ma di certo non è mai noioso. Tra il cast vi è anche un grande Claudio Undari alias Robert Hundar, qui nelle vesti del cattivo comico e divertente, ma l’aspetto è sempre quello del cattivo ben riuscito. Juan Bosch dirige con mestiere la coppia Steffen/Sancho che poi riproporrà 2 anni dopo nell'ultimo western di Steffen LO CREDEVANO UNO STINCO DI SANTO. Western in conclusione abbastanza buono, anche se alcune scenette sfiorano la stupidità, mentre altre sono davvero ben riuscite (come quella di Sancho legato e il giochetto delle tre mani), in più Bosch propone anche una sequenza che si poteva sicuramente risparmiare, quando riprende il primo piano del sedere nudo e floscio di Fernando Sancho. Western commedia non disprezzabile.

 

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