JESSE E LESTER DUE FRATELLI IN UN POSTO CHIAMATO TRINITA'

Anno: 1972
Aka:
Jesse y Lester Dos hermanos y una mula (Spain) | Jesse & Lester Two Brothers in a Place Called Trinity (U.S.A.) | Ein Halleluja für zwei linke Brüder (Germany) | Jesse et Lester deux freres au lieu-dit Trinita (France)
Regia:
Renzo Genta
Cast:
Richard Harrison, Donald O'Brien, Gino Marturano, Rick Boyd, Anna Zinneman, Sal Baccaro, George Wang.
Durata: 94 min. eston.
Musiche: Carlo Savina

Eredi di un terreno a Trinità, i due fratelli Jesse e Lester partono insieme per prendere possesso di quanto loro spetta. Nel corso del viaggio già appaiono i loro diversi atteggiamenti: il primo, lesto nell'uso della pistola, uccide quattro briganti che si parano sulla loro strada; il secondo, mormone morigerato e predicatore della non violenza, lo redarguisce aspramente. Con quanto ricavato dalla vendita del terreno, Lester vorrebbe costruire una chiesa, Jesse erigere una casa di piacere. Ciononostante, i due, affiancati da un bonario notaio, si presentano sul loro suolo, ma vengono accolti da banditi prepotenti che li mettono in fuga. Il tentativo di fondare una miniera (nella zona è stato recentemente scoperto oro) si dimostra lento e faticoso; ciò induce alla ribellione Jesse. Dopo varie avventure e disavventure, Jesse riesce ad aprire, insieme con Elena (una prostituta) e con altri amici, la casa di piacere. Gli affari vanno a gonfie vele, sino a quando giunge Lester (che era stato lasciato dal fratello alle cure di un medico) il quale provoca una rissa e un incendio. Di nuovo sul lastrico i fratelli debbono anche affrontare una banda: la sconfiggono. Questa volta anche Lester uccide. Per riparazione l'uno e per riconoscenza l'altro, i due finiscono per fondare la chiesa.



Non mi aspettavo troppo da questo film che già a giudicare dal titolo fa chiaramente capire che si tratta di uno dei tanti western commedia nati sulla scia dei grandi incassi di Enzo Barboni e i suoi Trinità. Realizzato con scarsità di buone invenzioni umoristiche e con estrema povertà della messa in scena, sia in dialoghi che in azione. Il cast di attori non sarebbe neanche male se impiegato in maniera meno comica demenziale, infatti quasi tutti gli attori sono troppo fuori parte per ruoli simpatici. Richard Harrison con capelli biondi decolorati, baffi allungati e gli occhi azzurri sembra un copia sputata di Franco Nero, mentre Donal O'Brien nei panni del prete mormone è addirittura irritante con le sue convinzioni sante e la prevedibile fissazione per la costruzione della chiesa, tra il cast anche George Wang che in una scena si cimenta anche in un alquanto povero e dubbio kung-fu. Purtroppo, per la maggior parte questa pellicola non funziona e il film è anche fin troppo lungo per la base su cui è poggiata tutta la storia. Western povero di idee e scarso di divertimento, anche le molto battute sul tema religioso sono un tantino fuori luogo. Carina invece la scena con il pugile che parla romano.

 

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