DJANGO IL BASTARDO

Anno: 1969
Aka:
Django el vengador (Spain) | The Stranger's Gundown (U.S.A.) | La horde des salopards (France)| Django und die Bande der Bluthunde (Germany)
Regia:
Sergio Garrone
Cast:
Anthony Steffen, Paolo Gozlino, Rada Rassimov, Furio Meniconi, Luciano Rossi.
Durata: 95 min. eston.
Musiche: Vasco & Mancuso

Django unico superstite di un'intero reparto nordista prima tradito e poi massacrato, vuole vendicare il colpevole della strage dei suoi commilitoni. Arriva nella città dove egli pone una croce con il nome della persona che ucciderà. La domanda diventa se si tratta di un uomo in carne e ossa o di uno spirito vendicatore inviato della morte. La sua vendetta sarà lenta e spietata.



Garrone propone un'insolito Django, surreale e spettrale, lasciando il dubbio se sia realmente un uomo o un vero fantasma. Le sue apparizioni e improvvise sparizioni lasciano perplessi i suoi nemici e a volte anche lo spettatore. Ma a parte questa piccolissima pecca, Sergio Garrone dirige molto bene il secondo western scritto proprio da Anthony Steffen, l'altro è "Shango La pistola infallibile". Se in Shango, Steffen avvolge il suo personaggio in una nebbia spettrale, in questo lo avvicina proprio ad essere un vero spettro. Il film è infatti accompagnato da un vero e proprio buio tenebroso, in alcune scene è avvolto da una nebbia da vero e proprio annunciatore di morte in perfetto stile Ingar Bergman nel film Il Settimo Sigillo. Solo questo è probabilmente già l'aspetto più forte del film. Steffen è il suo personaggio che di Django prende solo il nome (peccato perchè è un titolo che devia e penalizza questo film, meglio quello Americano che tradotto è "Lo straniero con la Pistola") comunque il personaggio di Steffen è un vero piacere da guardare a ogni suo passo lento, vestito di nero con una mantella lugubre, la voce spietata, in pratica in perfetto stile soprannaturale. Sembra essere "La Morte" che invece della sua falce mietritrice qui usa una colt. Questo film ha anche un budget notevolmente basso, è stato girato nella location western e nella Villa Mussolini, ma Garrone in perfetto stile artigiano è riuscito comunque a realizzare una notevole pellicola. Molti asseriscono anche che questo film è stato il diretto ispiratore del western "Lo Straniero Senza Nome" di e con Clint Eastwood girato nel 1973. C'è da dire però che Eastwood ha sempre smentito dichiarando che il suo personaggio non era neanche destinato ad essere soprannaturale ed è stato solo una coincidenza. Resta il fatto che le similitudini tra le due pellicole restano. Un film che come dicevo assomiglia più a film horror che a uno dei classici Western italiani. Si tratta certamente però di un film che ogni fan di Spaghetti Western dovrebbe vedere e avere. Resta una di quelle opera forse anche imperfette, ma senza dubbio un esperimento di raro coraggio di Sergio Garrone. Un vero capolavoro di originalità western tutto italiano.

 

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