I CRUDELI

Anno: 1966
Aka:
Los Despiadados (Spain) | The Hellbenders (U.S.A.) | Die Grausamen (Germany) | Les Cruels (France)
Regia:
Sergio Corbucci
Cast:
Joseph Cotten, Norma Bengell, Angel Aranda, Julian Mateos, Gino Pernice, Aldo Sambrell, Al Mulock.
Durata: 93 min. eston.
Musiche: Ennio Morricone

Una diligenza trasporta una bara avvolta in un drappo con le insegne dell'ormai sconfitto esercito sudista. Su di essa, scortata dal colonnello Jonas insieme ai figli Nat, Bem e Jeff, viaggia una certa Kitty. Ma si tratta di tutt'altro che d'un trasporto funebre perché Jonas ed i figli, atteso uno squadrone nordista in un luogo adatto ad un'imboscata lo hanno sterminato completamente e hanno nascosto nella bara l'ingente bottino rubato. Il viaggio prosegue ed alle pattuglie, dalle quali vengono fermati, Jonas dichiara di trasportare il corpo del generale Allen e presenta Kitty come la vedova del defunto. Frattanto la donna ,stanca dei continui rimproveri, tenta di fuggire ma viene uccisa da Jeff. Il colonnello allora incarica Ben di trovare un'altra donna che accetti di recitare la parte della vedova. Con uno stratagemma alla carovana si aggiunge così Claire, la quale però non tarda a scoprire la verità. Una sosta a San Dog mette a grave rischio la spedizione a causa dell'intervento del sergente Tolt, ex aiutante del generale Allen; Claire, approfittando della situazione favorevole, quando Jonas ed i suoi vengono costretti ad accettare ospitalità presso il Forte Brent, impone la sepoltura del presunto marito tra le mura del fortino. Ma nella notte successiva Jonas fa recuperare la bara, che però, viene confusa con quella di un bandito. La discordia, l'intervento di un ladruncolo e quello degli indiani, che chiedono vendetta per l'uccisione di una loro donna, portano alla totale distruzione della famiglia del colonnello Jonas.



Un film scritto, prodotto e in alcuni punti si dice anche diretto da Alfredo Antonini, meglio conosciuto con lo psudonimo di Albert Band. Antonini infatti aveva preso spunto per la sceneggiatura da un romanzo di William Cook, Guns of North Texas. Il film si apre con un ufficiale rinnegato di nome Jonas (Cotten) ei suoi tre figli, questi rubano un carico d'oro massacrando l'intero reggimento che lo trasporta. Con il denaro, Cotton vuole far rivivere la Confederazione. La sequenza in cui il reggimento è abbattuto è di certo una delle scene di stragi più violente dei western, seguita qualche anno dopo dalla famosa scena di apertura di Peckinpah ne "Il mucchio selvaggio" (1969). La maggior parte delle scene sono piene di tensione e questo lo rende un film intrigante, purtroppo in molti punti il film si appiattisce e nel finale forse Corbucci per creare tensione butta dentro messicani, indiani e sparatorie anche poco interessanti al prosieguo della storia. Il film non è solo diverso da altri film di Corbucci, ma ha anche poco in comune con la maggior parte degli altri western italiani fissati nel periodo successivo alla guerra civile. Un western insolito con personaggi antipatici (a parte Mateos), ma con interpretazioni forti che senza dubbio appassionano: Cotten è straordinario nel ruolo del testardo patriarca, e così sono Pernice e Mateos nei ruoli del figlio più sanguinario e quello più umano. L'attrice Bengell brava nel suo ruolo di seminatrice di discordia tra i membri della famiglia, e in più ci sono Aldo Sambrell, come Bandido messicano e Al Mulock, nel ruolo di un mendicante pazzo che uccide i cavalli del gruppo, causando involontariamente il drammatico finale. Ennio Morricone ancora una volta da alla pellicola una marcia in più grazie alle sue musiche a dir poco meravigliose. Nel complesso questa pellicola resta comunque un opera affascinante con un folle protagonista che inseguendo un suo folle progetto porterà solo alla distruzione la sua famiglia. Uno dei western più amati da Quentin Tarantino, è senza dubbio un ottimo western, tra le opere senza dubbio più originali di Sergio Corbucci.

 

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