LO AMMAZZO' COME UN CANE... MA LUI RIDEVA ANCORA

Anno: 1972
Aka:
La muerte toca la flauta (Spain) | Death Played the Flute (U.S.A.) | La rançon du teur (France)
Regia:
Angelo Pannacciò
Cast:
Michael Forest, Steven Tedd, Remo Capitani, Chet Davis, Susanna Levi, Antonio Molino Rojo.
Durata: 83/74 min. eston.
Musiche: Daniele Patucchi

Reduce da un viaggio, Nick Burton nel proprio ranch trova la figlia Jane violentata e traumatizzata, la moglie Marylin, il fratello Smitty e il padre James barbaramente uccisi. Lasciata Jane nelle mani del Dr. Simon, suo fidanzato, e della fedele Martha, Burton si mette alla caccia degli assassini senza avere ottenuto alcun indizio per riconoscerli. Tuttavia, nei pressi della proprietà egli incontra Kimble, un pistolero chiamato anche "Piffero" per la sua abitudine di portarne uno al collo e di suonare delle nenie a tempo perso. Piffero gli dice di conoscere l'identità degli assassini, ma in realtà era anche lui della banda e ne approfitta solo per precederlo onde eliminare ogni brigante prima che possa parlare. Piffero riesce ad eliminare tutti i componenti della banda e ormai si crede in una botte di ferro, accompagna Nick alla fattoria ove ignora trovarsi viva e ormai guarita Jane. La ragazza senza dire nulla al padre, riconosciuto le note del Piffero, durante la strage collega che questi è uno della banda, senza darlo a vedere, lo segue e lo abbatte a fucilate.



Western girato da Angelo Pannacciò, uno dei registi/produttori tra i più controversi del cinema italiano, anche se Luigi Petrini sostiene di averlo girato lui, infatti all'epoca i due avevano in società una casa di produzione La Universal Vision che poi fallì lo stesso anno. La storia anche se poco originale è interessante. Al protagonista gli uccidono la moglie e il padre e gli violentano la figlia, si vendica alleandosi a propria insaputa con uno dei colpevoli che ha deciso di abbandonare la banda. La storia in sé non sarebbe neanche così male e anche il personaggio del "Piffero" a parte il nome è abbastanza ben caratterizzato, sia per cinismo, non curanza, efferatezza e abbigliamento. Infatti è un personaggio tutt'altro da buttare via. Comunque questo filmetto western è passato agli onori di cronaca non per essere un bel western, ma per altri più burrascosi motivi. Di questa pellicola ne esistono 2 versioni, la prima è di 83 minuti, la seconda quella più diffusa distribuita in 35 mm e VHS invece di 74 minuti. Questi nove minuti di tagli, si dice che siano delle scene molto "spinte" la prima riguarderebbe un lungo stupro iniziale, la seconda addirittura un rapporto orale da film porno, i punti dei tagli infatti si intuiscono facilmente all'interno del film. La versione di 83 minuti si può dire che sia ultraricercata tra collezionisti e non solo. Voi direte, ma perchè il regista fece una cosa del genere? Semplice, la versione da 83 minuti aveva il divieto ai minori e lui la distribui anche nelle sale Hard (che all'epoca erano tante e facevano incassi), mentre la versione tagliata la fece circolare nelle sale normali (che erano molto di meno e avevano un grande afflusso di pellicole in quei tempi), l'operazione purtroppo per Pannacciò durò pochi giorni poi arrivò il fallimento e il film venne ritirato. Tralasciando la versione porno, quella tagliata non è proprio un film dei più intelligenti. Infatti è ricco di scene e battute al top del trash, tipo: "Hai visto che bel piffero?" "Sì, lo userà per farsi il clistere" e scemenze come la "figlia" del co-protagonista che è palesemente una coetanea o addirittura l'incredibile finale, con le interminabili risate del "Piffero" sotto le continue fucilate di un Winchester, il top del surrealeWestern girato male, montato peggio è fatto da poche cose interessanti, ma circondato da un vero alone di mistero. Pannacciò si sa che è stato principalmente un produttore anche se le sue incursioni nel cinema italiano, lo hanno portato soltanto a fare montagne di debiti e fallimenti ogni 2/3 anni. Infatti di Pannacciò è anche l'altro suo western (si fa per dire) "Porno Erotico Western" del 1979 che altro non è che questo film rimontato con altre scene prese da vari girati erotici di Pannacciò o suoi collaboratori. Infatti in quel film tra il cast vi è anche Gordon Mitchell ma le sue scene sono state prese da film precedenti e inserite senza il suo permesso e conoscenza. Giusto per dirvi che tipo era questo produttore/regista. All'inizio degli anni 80 sommerso dai debiti si diede ai film hard, per poi ritirarsi negli anni novanta in una casa di riposo di Viterbo, dove, colpito dalla malattia di Alzheimer, nel Dicembre del 2001 è morto da solo e nell'indifferenza generale. Resta un artigiano pasticcione del cinema italiano, è stato il produttore che ha realizzato ottime pellicole come "Sei una carogna... e t'ammazzo!", ma anche uno che apriva una casa di produzione letteralmente senza niente e pagava gli attori e lo staff a cambiali, sperando negli incassi dei film per coprire le cambiali. Anche lui, tra i suoi difetti, è stato comunque parte della storia del grande cinema italiano.

 

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