UNA COLT IN PUGNO AL DIAVOLO

Anno: 1967
Aka:
Devil Was an Angel (U.S.A.) | Pronto Amigo - Ein colt in der Hand des Teufels (Germany) | Un colt dans le poing du daible (France)
Regia:
Sergio Bergonzelli
Cast:
Bob Henry, George Wang, Marisa Solinas, Lucretia Love, Gerardo Rossi, Artemio Antonini, Luciano Benetti.
Durata: 96 min. eston.
Musiche: Gian Piero Reverberi

Per arrestare l'illecita attività d'una banda di messicani, capitanata dal Capataz detto El Condor, il Comando Militare di frontiera manda in ricognizione, Pat Scotty, un ex ufficiale imbroglione e farabutto. Questi, facendosi passare per cercatore d'oro, entra nelle simpatie del Capataz che lo invita a restare nel suo accampamento. Qui, con l'aiuto di una meticcia che s'è innamorata di lui, Scotty prepara il suo piano che permetterà al VII Cavalleggeri di stringere d'assedio i banditi. Quando le sorti della battaglia volgono ormai in favore dei soldati, Scotty s'accorge che il Capataz è fuggito. Raggiuntolo, lo sfida a duello ma lo risparmia, ferendolo soltanto ed affidandolo quindi alla giustizia. Forse la società tra i due non è destinata a finire.



Sergio Bergonzelli dirige questo western poco avvincente, il film non è che sia strutturato proprio male, ma o è per la qualità della storia, o per via di un cast di attori che non esalta più di tanto che purtoppo si va a catalogare tra quei film che non lasciano nessuna impronta indimenticabile. Pellicola dalle ottime location, infatti è interamente girato tra le suggestive rovine di Canale Monterano provincia di Roma, territorio in cui si trova la riserva naturale di Monterano. Tra i protagonisti vi è George Wang nel ruolo del Condor e Bob Henry in quello di Scott, di quest'ultimo si sa davvero pochissimo. Questo è stato il suo unico film e non si sa ne il suo vero nome ne la sua nazionalità. Tra le attrici vi sono le belle Marisa Solinas e Lucretia Love. Il film è pieno di sparatorie, ma tutte mediocramente girate, Bob Henry si limita a tirare pistolettate a casaccio e i nemici cadono pure a 100 metri di distanza, infatti l'attore è molto mediocre, non è per niente convincente ne come tiratore infallibile ne tantomeno come astuto infiltrato. George Wang invece più che un capo spietato e sanguinario, sembra un mattacchione che pensa solo a divertirsi e bersi ogni scusa assurda e idiota dell'infiltrato Scott, Ad esempio nella scena assurda dove El Condor ubriaco tenta di violentare una ragazza presa in ostaggio, interviene Scott che lo afferra e inizia a prenderlo a pugni, ne nasce una scazzottata di 2/3 minuti, poi all'improvviso Scott si ferma e dice: "scusa Condor al buio non ti avevo riconosciuto" e quello senza battere ciglia si fa una risata e ci crede pure. Eppure il film ha un inizio davvero di grande effetto che faceva ben sperare, El Condor in pieno deserto massacra una carovana di pionieri con donne e bambini. Ma poi come dicevo il film prende una piega di scarso interesse, George Wang sembra a volte anche un capo premuroso, che pensa anche al suo piccolo appena nato e alla sua famiglia, in pratica è un film molto confusionale sia nella storia che nel finale, che tra l'altro lascia parecchio amaro in bocca. In conclusione, Bergonzelli non si è mai distinto per aver realizzato western interessanti, questo a parte le location e le musiche di Giampiero Reverberi e Mino Reitano è davvero poca cosa.

 

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