UNA COLT IN MANO AL DIAVOLO

Anno: 1973
Aka:
Colt in the Hand of the Devil (U.S.A.) | Un colt dans la main du diable (France)
Regia:
Gianfranco Baldanello
Cast:
Robert Wood, William Berger, Fiorella Mannoia, George Wang, Nino Fuscagni, Antonio Dimitri, Attilio Dottesio.
Durata: 72 min. eston.
Musiche: Piero Piccioni

Un ex condannato ai lavori forzati, il giovane pistolero Roy Koster, si reca a Silvertown deciso a riabilitare la memoria di un compagno di pena cui deve la vita, Geremy Scott detto Sulky. Questi era stato condannato all'ergastolo, come presunto rapinatore e assassino, grazie alle false testimonianze di uno sguattero, Sam Dayton, e di Isaac McCorney, proprietario di un saloon, succubi entrambi, in apparenza, del ricco Warner. Eliminato il primo (che Roy aveva convinto a ritrattare) dagli uomini di Warner, Koster scopre che il complotto contro Geremy era stato in realtà ordito da McCorney. Sbarazzatosi anche di Warner, costui cerca di liberarsi per sempre di Roy accusandolo di omicidio. In suo aiuto intervengono i due figli di Geremy, Grace e Phil: l'uno procurandogli, a prezzo della vita, un prezioso documento, già nelle mani di Isaac, che dimostra pienamente l'innocenza del padre; l'altra liberandolo dalla prigione in cui era stato rinchiuso. McCorney ormai smascherato si dà alla fuga, inseguito da Roy. Finiscono tutti e due proprio sulle terre di Scott dove ci sarà la resa dei conti.



Western che dal titolo si rifà molto a "Una Colt in Pugno Al Diavolo" del 1967 diretto da Bergonzelli con George Wang, presente anche nel cast di questo film. Questo film western è diretto abbastanza bene ed è tinto di risvolti gialli e buon colpi di scena che tengono alta la suspence della trama. Robert Wood, George Wang e William Berger offrono tutti ottime interpretazioni. Tra il cast anche una giovane Fiorella Mannoia nel ruolo di Grece la figlia di Scott, Fiorella in quegli anni non era una star della musica, ma era nota sui set per essere la controfigura di Lucia Mannucci e Monica Vitti. In sostanza Baldanello dirige questo western in maniera lodevole, forse delude solo per il finale. Sia perchè è molto surreale la scena dei tanti colpi sparati da Berger a Wood da una distanza ravvicinata, ma nessuno a bersaglio, sia proprio per la resa dei conti finale, scena che di sicuro spiazza lo spettatore ma allo stesso tempo delude anche. Altra nota da citare è la scena violenta dell'omicidio, dove viene uccisa anche una bambina, in quegli anni era molto raro sul grande schermo, che un regista mostrasse scene con una bambina morta ammazzata. Complessivamente non è un western memorabile, ma di certo vale la pena vederlo.

 

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NON DISPONIBILE

 


 

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