...ALTRIMENTI VI AMMUCCHIAMO

Anno: 1973
Aka:
I Fratelli del Kung Fu (Italy) | Kung Fu Brothers in the Wild West (U.S.A.) | Long hu zheng (Hong Kong) | Winchester, kung-fu et karate (France)
Regia:
Man Yi Yang
Cast:
William Berger, Jason Pai Piau, Thompson Kao Kang, Donald O'Brien, Attilio Dottesio, Rose Marie Lindt.
Durata: 80 min. eston.
Musiche: Franco Bracardi


La storia si svolge tra il western e l'oriente, due fratelli durante un combattimento, uno dei due scappa via insieme alla donna amata da entrambi. L'uomo fugge in America dove insieme alla donna apre un ristorante cinese. L'altro fratello parte alla ricerca dell'uomo. Ciò conduce l'uomo cinese nelle profondità del vecchio West, dove non solo troverà suo fratello, ma resterà coinvolto in altre situazioni spiacevoli, la banda del "Nero" che spadroneggia nel paese.



Un western, di produzione italo-cinese, prodotto sulla scia del successo dei western e di Bruce Lee. Questa miscela fra il kung-fu e il western che in quello stesso anno fu sperimentata anche dal regista Mario Caiano con "Il mio nome è Shangai Joe" portano sullo schermo senza dubbio una situazione interessante e un nuovo modo di fare film di kung-fu. Purtroppo se con Caiano il cocktail aveva funzionato, qui la miscela è davvero pessima, a concludera l'opera di questa abominia pellicola vi è anche un doppiaggio italiano, tra i più scadenti e dementi del cinema italiano. Film Girato da un regista cinese nelle campagne romane, questa pellicola nel complesso resta un film alternativo sia al kung fu, che allo spaghetti western, purtroppo non si tratta certamente di un grande film, anzi. In molti punti la pellicola fa pensare che l'intenzione del regista cinese non era quello di fare un film demenziale, ma tutt'altro ci sono scene anche se surreali (come l'uomo che usa monete come armi usandole come stellette ninja) comunque la pellicola non è priva di scene violente, la cosa stranissima è il doppiaggio italiano, che su combattimenti e scene violente, le persone parlano come ebeti con filastrocche demenziali e battute deliranti. Anche la trama per quello che dicono sembra non avere nessuna logica, ma le sequenze fanno comunque pensare che i due fratelli si rincorrevano per un altro motivo e non perchè uno dei due aveva uno "sganassone" in sospeso con l'altro. La pellicola offre anche dei combattimenti interessanti, come nel finale ma con il doppiaggio italiano, niente sembra avere un senso in questo film. Donald O'Brien nel ruolo del "Nero" molte volte parla con la bocca chiusa (sempre per via del doppiaggio pessimo) e William Berger nel ruolo di "Angelo Biondo" sembra non aver ben capito quale sia il senso del suo personaggio, cosa che infatti non è chiara neanche allo spettatore. In pratica questo film è confuso e senza logica, si vede che le due produzioni non erano tanto in sintonia su che film fare, gli italiani volevano un divertente film di kung fu/comico ambientato nel West (infatti nella locandina e solo nella locandina appare anche una specie di sosia di Bud Spencer) mentre il regista cinese sembra che voleva più un film di Kung fu violento ma ambientato nel selvaggio western, il risultato finale che ne esce è un film non solo brutto, ma sopratutto stupido. Resterà sempre un mistero il perchè rovinare una pellicola che come film di Kung fu sarebbe stata anche buona con un doppiaggio comico insensato e che non ci azzecca niente con le scene. Boh!.

 

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